96^ Stagione di concerti | 2017/2018

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CARTELLONE Grande Musica Grandi Interpreti

CALENDARIO 2017-2018

 

 

 

 

CALENDARIO 2016-2017

Ott

ROBERTO CAPPELLO pianoforte

L’UOMO ORCHESTRA; le grandi trascrizioni

Musiche di Beethoven/Liszt e Gershwin

Ludwig van Beethoven – Franz Listz

Sinfonia n. 5 op. 67

 

Allegro con brio

Andante con moto

Allegro

Allegro-Presto

 

   
George Gershwin Un Americano a Parigi
George Gershwin

Rhapsody in Blue

   

Biografia

ROBERTO CAPPELLO Una tecnica trascendentale, una raffinatissima sensibilità artistica e spirituale, un costante impegno culturale ed intellettuale nella scelta del repertorio volto ad esaltarne i più alti contenuti, pongono l’arte interpretativa di Roberto Cappello ai vertici del concertismo contemporaneo.

Dopo la vittoria del PREMIO BUSONI (1976), ha iniziato una grande e nobile carriera che lo ha visto acclamato protagonista nelle sale più prestigiose di tutto il mondo, sia nelle vesti di solista, che con orchestra e formazioni da camera.

All’intensa e aristocratica attività concertistica, affianca con esemplare rigore ed impegno quella didattica, che prevede numerosi master-class, seminari e corsi di perfezionamento.

In virtù della sua riconosciuta capacità di un giudizio sereno ed obiettivo è costantemente invitato a presiedere le giurie di concorsi pianistici nazionali ed internazionali.

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ART TANGO ENSEMBLE 2 violini, bandoneón, pianoforte, contrabbasso e 2 ballerini

El Esplendor del Tango’

Musiche di Piazzolla, Gardel, Jasili, Villoldo

M. Mores (1918) ‘Uno’ (Tango)

A. Piazzolla (1921-92) ‘Primavera porteña’ (Tango classico) Allegro

C. Gardel (1890-1935) ‘Volver’  (Tango)     

A. Piazzolla ‘Verano porteño’ (Tango classico) Allegro moderato

A. Piazzolla ‘Milonga del angel’ (Tango) 

C. Gardel ‘Por una cabeza’                  

A.G.Villoldo (1861-1919) ‘El Choclo’ 

 

A. Jasili ‘Orillera’

A. Piazzolla  ‘Chiquilín de bachín’                

C. Gardel ‘El día que me quieras’ (Tango)

A. Piazzolla ‘Otoño porteño’ (Tango classico) Allegro

A. Piazzolla ‘Inverno porteño’ (Tango classico) Lento

C. Gardel ‘melodia de arrabal’             

J. Colángelo’ (1940) ‘A la guardia imperial’  

 

Biografia

ART TANGO ENSEMBLE

EL ESPLENDOR DEL TANGO Direttore artistico, Joaquín Palomares

Joaquín Palomares e Katalin Petrik, Violini, Albert Gimenez, Pianoforte, Serafín Rubens, Contrabbasso, Orlando di Bello, Bandoneón, Gonzalo Meseguer, Violoncello, David & Victoria, Coppia di ballo

L’ensemble ART TANGO è composto da solisti dal profilo internazionale; tutti vincitori di concorsi di prestigio si uniscono al fondatore del gruppo, il magnifico violinista Joaquín Palomares, per completare un galà di virtuosismo al servizio della musica. Il gruppo, creato per soddisfare le numerosissime richieste del pubblico attratto dalla qualità e dalla brillantezza del suo repertorio, esprime le sua identità anche su un repertorio barocco e classico che comprende Vivaldi, Mozart, Turina, Albéniz, Bartok, Reger, Shostakovich, Dvorak e Rossini.

La sua qualità artistica è stata lodata da numerosi riscontri della critica specializzata spagnola e recentemente ha ottenuto un enorme successo con l’interpretazione integrale delle Sonate di Rossini e Mozart, accanto alle interpretazioni di Piazzolla.

L’ensemble è stato invitato al Festival di Chatellerault, all’Otoño de Murcia, all’ORFIM (Oropesa del Mar), a Roma, Parma, Portofino, Beausoleil (Germania) e numerosi altre Società di Concerto europee.

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CAMERATA SERBICA  quartetto d’archi, arpa, flauto

Ljubiša Jovanović, flute   Ljiljana Nestorovska, harp
Camerata Serbica Quartet: Dušan Panajotović, violine Nemanja Belej, violine
Nemanja Marjanović, viola Sandra Belić, violoncello

Danza Tommaso Serratore e Laura Calcagno

Musiche di W. A. Mozart, Haydn, E. Josif, D. Radić

D. Shostakovich: Quartet No 3, F-dur      Moderato con motto-Adagio-Allegro non tropo
W. A. Mozart: Flute Quartett D-dur, K.285     Allegro-Adagio-Rondeau.Allegretto
E. Josif: Ballade for flute solo

 

D. Radić: Improvisation for flute&harp
W. A. Mozart: Concerto for flute&harp K.299     Allegro-Andantino-Rondo.Allegro

 

 
   

Biografia

 

   

 


 

QUARTETTO PRAZAK 4° d’archi in residenza  MATTEO ANDRI pianoforte

Progetto ‘Nemo Propheta in Patria’ sostenuto dalla Fondazione CRUP

Musiche Mozart, Beethoven, Dvorak

W.A. Mozart         Quartetto per archi KV 499 "Hoffmeister"

Allegretto

Menuetto-Allegretto

Adagio

Allegro

 

L. van Beethoven       Quartetto per archi ‘Harfenquartett’

Adagio-Allegro

Adagio ma non troppo

Presto

Allegretto con variazioni

B. Dvorak                    Quintetto per archi e painoforte

Allegro ma non tanto

Dumka-Andante

Scherzo-Molto vivace

Finále-Allegro

Il concerto si inserisce nel calendario degli eventi per la celebrazione del centenario della Grande Guerra 1915-1918,  con Bando della Regione FVG “Contributi per progetti riguardanti Eventi e Manifestazioni, anche transnazionali, attinenti ai fatti della Prima guerra mondiale”

 

Biografia

importanti a livello mondiale. È stato fondato nel 1972 da quattro allievi del Conservatorio di Praga che hanno proseguito poi gli studi all’Accademia di Praga, sotto la guida del professor Antonin Kohout, il violoncellista del Quartetto Smetana, quindi si sono perfezionati con il Quartetto Vlach ed infine, all’Università di Cincinnati, con Walter Levine, leader del Quartetto LaSalle. Rapidamente il Quartetto si è guadagnato un posto di rilievo nella tradizione musicale del proprio Paese: nel 1974 vince il Primo premio al Concorso per Musica da Camera del Conservatorio di Praga, nel 1978 riceve il Primo Premio al Concorso Internazionale di Evian e, all’interno della stessa rassegna, il premio offerto da Radio France per la miglior registrazione eseguita durante la manifestazione, mentre nel 1979 viene premiato al Festival Primavera di Praga.

Dopo più di trent’anni dalla fondazione, il Quartetto si esibisce regolarmente nelle maggiori capitali Europee e ogni anno effettua anche tournée negli Stati Uniti ed in Asia. Partecipa inoltre ai più importanti festival internazionali, collaborando con Artisti del calibro di Menahem Pressler, Cynthia Phelps, Roberto Diaz, Josef Suk, and Sharon Kam. Il repertorio del Quartetto Pražák include brani di  Schönberg, Berg, Zemlinki e Webern, ma anche autori più classici (Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert), musica contemporanea e, naturalmente,  le opere di Dvorák, Smetana, Suk, Novák, Janácek e Schulhoff.

 

MATTEO ANDRI,  si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale sotto la guida della prof. Maria Grazia Cabai e si è laureato in composizione con 110/110 nella classe dei proff. Renato Miani e Mario Pagotto al Conservatorio J. Tomadini di Udine. Ha seguito vari corsi di perfezionamento con i maestri Paul Badura-Skoda, Daniel Rivera, Bruno Canino, Boris Petrushansky e Riccardo Risaliti, i membri del Trio di Trieste, dell Trio di Parma, dell’ Ensemble Modern e dell’Ensemble Intercontemporain.

Ha vinto diversi premi nazionali ed internazionali tra cui il terzo premio al concorso “Franz Liszt-Mario Zanfi” di Parma, ed ha suonato nei teatri di Monfalcone, Ferrara, Treviso, Parma, all’estero in Francia, Austria, Germania, USA, Argentina e Polonia e si è esibito con l’Orchestra Sinfonica del F.V.G., la Dolomiti Symphonia e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma. Per i suoi meriti artistici viene scelto nel progetto ‘Nemo Propheta in Patria’ sostenuto dalla Fondazione Crup e rivolto ai talenti del territorio FVG.

 

SESTETTO STRADIVARI dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia 2 violini, 2 viole, 2 violoncelli 

Virtual & Live concert con gli artisti Ore 19.30 Saletta didattica

Musiche di Brahms e Tchaikowsky

JOHANNES BRAHMS   Sestetto op 36 in sol maggiore

PIOTR ILITCH TCHAIKOWSKY   Souvenir de Florance op. 70

 

Biografia                                                            

Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

David Romano, Marlène Prodigo – violini
Raffaele Mallozzi, David Bursack – viole
Diego Romano, Sara Gentile – violoncelli

Il Sestetto Stradivari si è costituito nel Dicembre 2001 in occasione dei concerti organizzati nell’ ambito della Mostra Internazionale “L’arte del violino” tenutasi a Castel Sant’Angelo in Roma.
L’affiatamento, la coesione e la passione profusa per l’impegno hanno fatto sì che quello che doveva essere un evento occasionale si sia trasformato in un progetto di più ampio respiro che ora vede il Sestetto impegnato in concerti per importanti istituzioni concertistiche nazionali ed internazionali. Negli ultimi anni, il Sestetto è stato invitato da prestigiose associazioni quali l’ Associazione Musicale Alessandro Scarlatti di Napoli, il Festival Paganiniano di Carro dove il Sestetto ha eseguito in prima assoluta “SELAH” – brano dedicato al Sestetto da Alessandra Bellino, gli “Amici della Musica di Montegranaro”, gli “Amici della Musica di Firenze”, i “Concerti d’Altamarca” – dove ha suonato nella storica Abbazia di Follina, il Palau de la Musica di Valencia.
Il Sestetto ha partecipato a varie edizioni della “Notte Bianca” e della “Notte dei Musei” a Roma suonando a Palazzo Braschi e a Palazzo Barberini, ottenendo grande successo di critica e di pubblico.
Su invito di Mario Brunello ha suonato nella meravigliosa cornice dei Laghetti di Bombasel di fronte a 1000 persone durante il Festival 2010 de I Suoni delle Dolomiti.
Nel gennaio 2014 il Sestetto ha debuttato nella Stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia suonando i due sestetti di Johannes Brahms.
Il Sestetto Stradivari ha suonato per numerosissime stagioni concertistiche in Italia e all'Estero: Festival Internazionale di Ravello, Associazione Scarlatti di Napoli, Tour in America Latina – concerti in Argentina, Perù e Brasile ospiti della manifestazione “Na copa na Italia” per la settimana della cultura italiana in Brasile in occasione dei Mondiali di Calcio, con concerti a Manaus e Belo Horizonte – Tour in Cina con 10 concerti nelle più importanti sale del circuito cinese (Shanghai Oriental Art Center e Beijing Concert Hall tra le altre), Festival Internazionale MiTo, Accademia Musicale Chigiana, Merate Musica, Fondazione ProMusica di Pistoia. Nel marzo 2016 ha pubblicato con la VDMRecords il Cd con musiche di Schoenberg e Tchaikowsky, premiato con 4 stelle dalla rivista Musica: "Verklaerte Nacht di Schönberg, tra le versioni più eleganti e raffinate che io ricordi su disco" Riccardo Cassani

Hanno scritto per il Sestetto: Ezio Bosso, Alessandra Bellino, Alessandro Cuozzo, Fabio Massimo Capogrosso, Cristian Carrara.

Il Sestetto Stradivari è regolarmente invitato a tenere masterclass di musica da camera ed è Artista in residenza presso Villa Pennisi in Musica ad Acireale, Catania.​

 

 
EVANGELINA MASCARDI liuto ‘Bach - Weiss, opposti quanto paralleli’

CITTADELLA CONCERTI
Cittadella ore 18.00 (I° turno)
Cittadella ore 20.30 (II° turno)
Musiche di J.S. Bach e Sylvius Leopold Weiss

Johann Sebastian Bach (1685-1750)  Preludio BWV 846, Menuet BWV Anhang 132, Gavotte I-II BWV 1068

Sylvius Leopold Weiss (1686-1750)  Sonata in la minore
Prèlude, Allemande-andante, Courante, Bourèe, Sarabande-andante, Menuet, Presto

Johann Sebastian Bach Suite BWV 1006a
Prélude, Loure, Gavotte en Rondeau Menuett I -Menuett II, Bourrée, Gigue

 

Biografia

Spesso la musica di Sylvius Leopold Weiss (1687-1750), grande virtuoso del liuto e musicista di successo nella prima metà del Settecento, viene oggi paragonata a quella di Johann Sebastian Bach, che non necessita certo di presentazioni. Forse perché i loro dati anagrafici coincidono quasi? Forse perché abbiamo bisogno di riconfermare la maestria di un compositore meno noto con quella di chi viene unanimemente considerato un genio? Non lo so. Tuttavia, affrontando i brani di questi colossi del repertorio barocco più che concordanze trovo opposti, ed è per questo che credo valga la pena ascoltarli insieme. Mentre infatti la musica di Weiss prende vita dalla natura strumentale del liuto e ne esalta le potenzialità, per quella di Bach è necessario sollecitare lo strumento per farne emergere un idioma che a tratti, grazie ad un virtuosismo tutto intellettuale, lo superi.

Nei primi tre decenni del Settecento il liuto era uno strumento ancora molto amato e diffuso nelle principali corti europee. Che Weiss fosse lo strumentista più generosamente pagato della Hofkapelle di Dresda, centro ambito da quasi tutti i musicisti dell'epoca, ci fa capire di quanta stima godesse tra i suoi contemporanei. Della raffinatezza e padronanza strumentale che lo resero famoso troviamo testimonianza nella sua vastissima opera, in cui le inesauribili e multiformi risorse del liuto sono incessantemente esaltate dalla maestria strumentale del compositore. Esplorando la sua musica, possiamo ancora oggi percepire cosa per lui il liuto rappresentasse.

D’altro canto, non vi è dubbio che Bach avesse incrociato più di una volta il liuto e i liutisti, alcune delle sue composizioni come la Cantata BWV 198 Trauer Ode prevedono lo strumento esplicitamente in organico. Ma è anche evidente che Bach non gli abbia riservato un ruolo rilevante nella sua produzione.
Fortunatamente Johann Christian Weyrauch (1694-1771), allievo di Bach e liutista, volle trascrivere per il suo strumento, secondo una pratica diffusissima tra i liutisti dell'epoca, alcuni brani del maestro trasmettendo ai posteri le intavolature della BWV 997 (limitatamente alla Fantasia, Sarabande e Giga), BWV 995 e della Fuga BWV 1000. È plausibile che senza queste intavolature ed altri imprevisti verificatisi nella storia della catalogazione dell'opera completa di Bach nessuno avrebbe ritenuto immaginabile l'esecuzione dei suoi brani sul liuto, così privando del “grande repertorio” i liutisti e quindi i chitarristi.

Per buona sorte non è andata così ed oggi, al contrario di quello che mi insegna Weiss del suo strumento attraverso la sua musica, quando mi siedo di fronte a un brano di Bach devo riscoprire, anzi immaginare un liuto che forse Bach non ha mai conosciuto ma che sicuramente io devo ancora inventare per rendere le mie corde all'altezza della sua musica.  (Evangelina Mascardi)

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ANTAL SZALAI e l’Orchestra Tzigana di Budapest

Musiche di Brahms, Kachaturian, Monti e Liszt

   
   
   
   
   

Biografia

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MARIUS STRAVINSKY direttore MARIO HOSSEN violino LILYANA KEHAYOVA violoncello JOHANNES KROPFITSCH pianoforte con l'ORCHESTRA MITTELEUROPA

Nel 93° anniversario della prima mondiale ‘Il Tramonto’ di Ottorino Respighi, da lui diretta a Udine il 26 marzo 1924
Musiche: Beethoven Triplo concerto, Respighi Serenata, Schubert Sinfonia ‘La grande’

Ottorino Respighi Serenata per piccola orchestra P 054 1904

Ludwig van Beethoven Triplo concerto per pianoforte, violino,  violoncello  e orchestra op.56 Allegro, Largo, Rondò alla polacca — Allegro — Tempo I

Franz Schubert  Sinfonia in do maggiore n. 9 D 944  “La Grande”

Andante. Allegretto ma non troppo, Andante con moto, Scherzo. Allegro vivace, Allegro vivace

Il concerto si inserisce nel 93° anniversario della prima mondiale ‘Il Tramonto’ di Ottorino Respighi, da lui diretta a Udine il 26 marzo 1924 e nel calendario degli eventi per la celebrazione del centenario della Grande Guerra 1915-1918,  con Bando della Regione FVG “Contributi per progetti riguardanti Eventi e Manifestazioni, anche transnazionali, attinenti ai fatti della Prima guerra mondiale”.

In collaborazione con OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea)

 
   

Biografia

Marius STRAVINSKY discendente diretto di Igor Stravinsky, allievo di Yehudi Menuhin già a dieci anni, inizia giovanissimo la carriera come assistente direttore dell’Orchestra Filarmonica di Mosca, per poi essere nominato assistente di Claudio Abbado al Festival Aix en Provence. Direttore principale dell’Opera di Mosca dal 2004 al 2007, ha poi diretto la Royal Philharmonic Orchestra e, su invito di Vladimir Jurowski, ha assunto il ruolo di vice della London Philharmonic Orchestra negli anni 2013 e 2014. Ha diretto inoltre la St. Petersburg Royal Philharmonic, la Philharmonia, Deutsche Oper Berlin, la Berlin Staatskapelle, Queensland Symphony, e la Tokyo Opera Philharmonic.

Mario HOSSEN violino. Applaudito per il suo talento, il virtuosismo e la presenza carismatica, si è formato alle scuole di Sofia, Vienna e Parigi. Solista del panorama internazionale ha suonato con rinomate orchestre tra cui la English Chamber Orchestra, la Academy St. Martin in the Fields, la Tchaikovsky Symphony Orchestra, la Bruckner Orchestra Linz, l’Orchestra da camera della Scala di Milano, la Sofia Philharmonic Orchestra. Suona su un violino Giovanni Battista Guadagnini, Milano 1749, su permesso della Austrian Nationalbank’s collection.

Lilyana KEHAYOVA, violoncello. Ricopre il ruolo di primo violoncello "Camerata Orphica" di Vienna. Ha suonato accanto a musicisti tra i quali W. Kossjanenko, D. de Williencourt , B. Mersson, W. Klos, R. Leleu tenendo concerti al Musikverein di Vienna, all’Athenaeum di Bucharest e alla Rudolfinum Dvorak Hall di Praga. Vincitrice di numerosi premi, tra cui quello al Vienna Competition "Fidelio" e del "Concertino Prague", ha ottenuto una borsa di studio dalla fondazione austriaca "Alban Berg".

Johannes Jess KROPFITSCH pianoforte. Vincitore giovanissimo di concorsi internazionali e terminati anche gli studi all’Accademia di Vienna, ha subito intrapreso una brillantissima carriera suonando nei più importanti Teatri del mondo con il Jess Trio Wien, considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli gruppi della nuova generazione. Solista apprezzato è stato invitato da orchestre quali la Rundfunk-Symphonie-Orchester Wien e la Moskauer Symphonie Orchester. E’ professore al Konservatorium der Stadt Wien.

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Mar

GEN TOMURO pianoforte  pianoforte

Musiche di Schubert, Poulenc, Granados, Scarlatti, Brahms, Chopin

Domenico Scarlatti :  Sonata K. 159 in do maggiore
                                   Sonata K. 175 in la minore

Johannes Brahms :     Zwei Rhapsodien op. 79
                                               Nr 1 in si minore
                                               Nr 2 in sol minore

Frédéric Chopin :       Andante spianato e Grande polonaise op. 22

Franz Schubert           Due Impromptus

Op. 90 nr. 3 D. 899 in sol bemolle maggiore

Op. 142 nr. 4 D. 935 in fa minore

Francis Poulenc :        Suite Napoli

1. Barcarolle

2. Nocturne

3. Caprice italien

Enrique Granados :   Goyescas : 3 movimenti

1. Los requiebros

4. Quejas, o La Maja y el ruiseñor

            7. El Pelele

 

     

Biografia

Nato a Tokyo, si trasferisce a San Francisco all’età di 6 anni dove inizia lo studio del pianoforte. Dopo gli studi alla Walnut Hill School for the Arts del Massachusetts incontra nel 2006 il pianista e direttore Philippe Entremont e si trasferisce a Parigi per seguirne la didattica.  A 18 anni debutta alla Salle Gaveau e continua l’attività concertistica con la Palm Beach Symphony, la National Orchestra of Belgium, il Festival di Santo Domingo, l’Orchestre de l’Alliance, l’ Orchestre de la Cité Universitaire de Paris,  e suona accanto ad artisti come il violinista Gérard Poulet e il violoncellista Hirofumi Kanno.  Gen attualmente risiede tra Parigi e Londra.  La sua carriera lo vede impegnato in toruneè in Giappone, Europa e Stati Uniti

 
QUARTETTO KODALY archi MARCO SCOLASTRA pianoforte

Musiche di Mozart e Beethoven

Wolfgang Amadeus Mozart              Quartetto d’archi n. 20 in re maggiore KV. 499  "Hoffmeister"

  1. Allegretto
  2. Menuetto e Trio
  3. Adagio
  4. Allegro

Wolfgang Amadeus Mozart     Quartetto in sol minore KV. 478

per pianoforte, violino, viola, violoncello

1. Allegro

2. Andante

3. Rondeau

Antonin Dvorák                                Quartetto d’archi in Mi bemolle maggiore n. 10 op. 51

  1. Allegro ma non troppo
  2. Dumka. Elegia
  3. Romanza
  4. Finale. Allegro assai
 

Biografia                                                           

Il Quartetto Kodály di Budapest (QK) è stato fondato nel 1966 da quattro studenti della Accademia Franz Liszt di Budapest come continuazione della grande tradizione ungherese di quartetto d’archi. Nel 1968 l’ensemble, chiamato allora “Sebestyén Quartet” dal nome del primo violino del nuovo quartetto, vinse il primo premio al Concorso Internazionale per Quartetto d’archi Leo Weiner di Budapest. Nel 1971 il Quartetto, avendo raggiunto una buona reputazione internazionale, cambiò il suo nome in “Kodály Quartet” in onore del grande compositore ungherese.

Il QK si pone come obiettivo principale l’interpretazione autentica delle opere di Zoltán Kodály e dà grande importanza ai valori e alle tradizioni che Kodály concepì come essenziali della cultura musicale. Unitamente a ciò, il QK esegue le opere di tutti i maggiori compositori ungheresi (Bartók, Dohnanyi, Kurtág, Ligeti) cosí come gran parte dei compositori classici. Il Quartetto ha anche interpretato numerose prime mondiali di brani di compositori ungheresi contemporanei che spesso hanno dedicato al QK le loro composizioni. I membri del QK hanno studiato con artisti prestigiosi, tra cui il primo violino del Quartetto d’Archi Ungherese, Zoltan Szekely. La proficua collaborazione con Szekely ha influenzato gli obiettivi artistici: mantenere i più alti valori della tradizione musicale ungherese e gli standard dei famosi quartetti ungheresi del XX secolo.

Il QK si esibisce regolarmente negli Stati Uniti, Canada, Messico, Sud America, in quasi tutti i paesi europei, nell’Estremo Oriente, compresa la Cina, Hong Kong, Corea e Giappone, oltre che in Australia e Nuova Zelanda. Ha partecipato a numerosi festival in tutto il mondo: Bath, Aldborough, Oaxaca, Estoril, Praga, Bagdad, Guanajuato, Lubiana, Istanbul, Atene, il Festival di Musica Korsholm in Svezia, il Musica Mundi Festival in Belgio, il Carinthia Summer Festival, il Festival Bruckner in Austria, il Festival Luberon in Provenza, il Festival George Enescu di Bucarest e il Budapest Spring Festival di Budapest.

Il QK ha collaborato con molti grandi musicisti: Bruno Canino, Milan Turkovic, Miklós Perényi, Zoltán Kocsis, Michel Portal, Dimitry Ashkenazy, Michel Béroff, Jeremy Menuhin, Tamás Vásáry, Jenõ Jando e Dimitris Sgouros.

Il QK ha registrato circa 60 CD tra cui le integrali dei quartetti di Haydn, Beethoven e Schubert. Nel 1994 la rivista inglese CD Classics ha assegnato al QK il primo premio nella categoria “Musica da Camera” per la registrazione dell’op. 64 di Haydn. Nel 2007 la BBC ha nominato la loro registrazione degli Ottetti di Mendelssohn e Bruch per il Premio “Miglior registrazione di Musica da Camera dell'Anno”. Nel 1990 il governo ungherese gli ha assegnato il Premio per Artisti Eccezionali e nel 1996 il Premio Bartók-Pásztory.

MARCO SCOLASTRA

Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “Morlacchi” di Perugia diplomandosi con il massimo dei voti e la lode. Ha studiato successivamente con Aldo Ciccolini ed Ennio Pastorino ed ha frequentato corsi di perfezionamento con Lya De Barberiis, Paul Badura-Skoda, Dario De Rosa, Joaquín Achúcarro e Katia Labèque.

Ha suonato per importanti istituzioni musicali italiane e straniere: Teatro Valli di Reggio Emilia, Sagra Musicale Umbra, Teatro Lirico di Cagliari, Accademia Filarmonica Romana, Oratorio del Gonfalone, Auditorium Parco della Musica e Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Parma, Auditorium dell’Orchestra “G. Verdi” di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Ravello Festival, Teatro La Fenice di Venezia, “I concerti del Quirinale” in diretta Rai Radio3, Festival di Noto, Teatro di San Carlo e Associazione “A. Scarlatti” di Napoli, Associazione “B. Barattelli” di L’Aquila, Conservatorio Čajkovskij di Mosca, Tonhalle di Zurigo, Konzerthaus di Berna, Istituto Chopin di Varsavia, Orchestre National du Capitole di Tolosa.

Come solista ha suonato sotto la guida di importanti direttori d’orchestra quali Romano Gandolfi, Howard Griffits, Richard Hickox, Luigi Piovano, Claudio Scimone, Lior Shambadal.

Ha collaborato con Renato Bruson, Arnoldo Foà, Raina Kabaivanska, Daniela Mazzucato, Desirée Rancatore, Ugo Pagliai, Quartetto del Teatro di San Carlo. Suona stabilmente in duo pianistico con Sebastiano Brusco e svolge un’intensa attività concertistica con Elio Pandolfi e Sandro Cappelletto.

Ha registrato per Phoenix Classics, Stradivarius e – per Brilliant Classics – l’integrale dei Lieder di Wagner con il soprano Michela Sburlati. Sue esecuzioni e registrazioni sono state trasmesse da emittenti nazionali (Rai- Radio1, Rai2, RaiRadio3, Rai International), ed estere. Ha partecipato più volte al programma Inventare il tempo in onda su Rai5

 
BRUNO CANINO & Young Friends pianoforte e pianoforte a 4 mani

progetto ‘Nemo Propheta in Patria’ sostenuto dalla Fondazione CRUP
Musiche di J.S. Bach, Bach/Busoni, Bach/Kurtag, Ligeti, Bach/Reger
 

  

J.S. BACH             Suite francese n. 4 in mi bemolle maggiore

Allemande - Courente- Sarabande- Gavotte- Menuet- Air- Gigue

BACH- KURTAG   4 Preludi corali per pianoforte a 4 e 6 mani
                                               Alle Menschen müssen sterben
                                               O Lamm Gottes, unschuldig
                                               Allein Gott in der Höh' sei Ehr
                                               Durch Adam's Fall ist ganz verderbt 

               Giulio Giaccaja Hong e Riccardo Spizzo *  pianoforte

J.S.BACH      Suite inglese n. 6 in re minore
                   Preludio- Allemande- Courente-Sarabande- Double- Gavotta I° e II° - Gigue

G. LIGETI     5 Pezzi per pianoforte a 4 mani
                   Marcia - Studio polifonico - 3 Danze di matrimonio- Sonatina- Allegro

  Matteo Bevilacqua (pianoforte)

B.BARTOK           6 Danze in ritmo bulgaro dal  volume del Mikrokosmos

BACH-REGER      Concerto Brandeburghese n.4 in sol magg. BWV 1049 per pf a 4 mani    

                           Allegro, Andante, Presto

   Aurora Sabia (pianoforte)

                                                                                                                                                              

 

Biografia

L' OMAGGIO ALLA CARRIERA DI UN GRANDE MAESTRO non ha bisogno di presentazioni, come nel caso di Bruno Canino, musicista stimato a livello mondiale come uno tra i più preziosi pianisti della musica da camera. A lui, e con lui, questa serata rende merito alla energia interpretativa ed  alla trasparenza delle sue esecuzioni.

Grazie alla sua attenzione per i giovani talenti, siederanno al suo fianco alcuni giovani e giovanissimi pianisti che potranno ricordare quest’esperienza concertistica come un’esecuzione memorabile per la loro vita e la loro carriera e come auspicio di lusinghieri futuri successi.

Riconosciuto come uno dei massimi cameristi e pianisti dei nostri tempi, Bruno Canino studia pianoforte con Vincenzo Vitale e composizione con Bruno Bettinelli al conservatorio di Napoli. Distintosi subito nei concorsi internazionali di Bolzano e Darmstadt, inizia una lunga carriera concertistica in tutto il mondo assieme ad artisti come Cathy Barberian, Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo, Viktoria Mullova.  Ha frequentato con particolare assiduità il repertorio moderno e contemporaneo. Tra le sue registrazioni più importanti le Variazioni Goldberg di Bach, l’integrale dell’opera pianistica di Casella e la prima integrale pianistica di Debussy su cd. È stato docente di pianoforte al conservatorio di Milano e alla Hochschule di Berna. Tiene regolarmente corsi di perfezionamento nelle istituzioni musicali in tutto il mondo. Attualmente è docente di musica da camera con pianoforte presso la Scuola di Fiesole e alla Escuela Reina Sofia di Madrid. Ha esercitato inoltre l'attività di direttore artistico e nel 1999-2002 è stato direttore musicale della Biennale di Venezia.